Tutto quello che c’è da sapere sul calciatore della Juventus, campione d’Italia in carica, nominato nuovo brand ambassador di Corum, innamorata del suo talento.

Uno dei calciatori più famosi al mondo, da molti esperti ritenuto tra i fattori chiave dietro le recenti fortune della Juventus, club capace di aggiudicarsi gli ultimi 8 campionati di Serie A. A centrocampo, dal 2016 in poi, il club bianconero ha potuto contare sul talento cristallino di Miralem Pjanić, regista che ogni allenatore al mondo vorrebbe poter schierare nel suo undici titolare. Una star dal passato tutt’altro che semplice e con una passione della quale forse non tutti sono al corrente: quella per le lancette. Ecco, allora, cinque curiosità che potrebbero esservi sfuggite sul numero 5 juventino.

In fuga dalla guerra

Nato il 2 aprile 1990 a Tuzla, in Bosnia ed Erzegovina, nella ex Jugoslavia, Pjanić fu portato via giovanissimo dal suo Paese d’origine: il padre, preoccupato dalle crescenti tensioni in Bosnia, riuscì infatti a far stabilire la sua famiglia in Lussemburgo poco prima dello scoppio della guerra. Una scelta difficile, visto che i genitori del futuro calciatore non parlavano la lingua locale, ma che permise a Miralem e ai suoi fratelli di crescere lontano dagli orrori che avrebbero sconvolto il mondo in quegli anni.

Un inizio complicato

Il talento di Pjanić fu chiaro fin da subito agli esperti di tutto il mondo. Ma i primi passi nel mondo del calcio non furono semplicissimi: nel club lussemburghese del FC Schifflange, in Prima Divisione, Miralem fu martoriato dagli infortuni, al punto da trascorrere molte giornate in tribuna, lontano dai campi da gioco. A 12 anni, però, il suo futuro era già scritto: durante un torneo giovanile con partite in contemporanea su quattro campi diversi, gli osservatori si accalcarono fuori da quello in cui giocava il talento serbo, stregati dal suo talento, senza più seguire nessuna delle altre partite.

 

Pregiudizi subito spazzati via

Quando Pjanić volò dal Lussemburgo alla Francia per giocare nel Metz, diversi giornalisti iniziarono a definirlo “troppo fragile” per sfondare, non essendo dotato di un fisico imponente. Nel giro di pochi anni, però, dovettero tutti ricredersi: 38 presenze e 4 gol prima di passare all’Olympique Lione nel 2008, dove si sarebbe affermato come uno dei giovani promettenti d’Europa attirando così le attenzioni della Roma. Dalla capitale, infine, il salto a Torino nel 2016, ovviamente sponda Juventus. Nel frattempo il soprannome era cambiato in “Piccolo Principe”.

Un (goloso) cittadino del mondo

Pjanić parla correttamente tedesco, francese, italiano, lussemburghese e bosniaco. Anche l’inglese, ovviamente, anche se ha confessato più volte di non essere proprio impeccabile quando è costretto a ricorrere alla lingua di Buckingham Palace. A tavola, invece, pochi dubbi: Miralem è golosissimo di gelati e non si lascia sfuggire l’occasione per ordinarne uno. I suoi gusti preferiti? Vaniglia e cioccolato.

Lancette da campione

Grande appassionato di orologeria, Pjanić si è unito al marchio di orologi svizzero Corum come brand ambassador. A dare l’annuncio è stato il direttore vendite e marketing globale del marchio, Boon Chong Soon: “A dispetto di fama e successo, Miralem è sempre rimasto fedele a sé stesso e questo è qualcosa in cui noi di Corum crediamo fortemente. La sua convinzione che le cose semplici sono sempre le più difficili da fare è perfettamente in linea con la nostra collezione iconica Golden Bridge, che può sembrare semplice ma in realtà è molto complicata da realizzare rispetto ad un normale orologio”. Pjanić ha anche un forte seguito su Instagram (il suo account è @miralem_pjanic con 4,9 milioni di follower) e su Facebook con oltre 7 milioni di follower.