I tanti segreti dell’azienda sinonimo di qualità e affidabilità assoluta: cosa c’è dietro quei preziosi segnatempo


Basta leggere quel nome, Rolex, e la mente corre subito a un immaginario comune fatto di orologi di altissima qualità e precisione, a una storia di grandi successi che ha portato l’azienda svizzera con sede a Ginevra a imporsi come colosso assoluto del settore, forte delle sue 28 filiali sparse per il mondo. Un marchio solitamente molto geloso dei suoi segreti e che proprio per questo è bene conoscere meglio a partire dalle tecniche di produzione dei suo segnatempo  dalla fama storica, che hanno accompagnato l’uomo in imprese pioneristiche come l’aver superato la barriera del suono al polso del pilota Chuck Yeager nel ’47 o la discesa nella Fossa delle Marianne nel ’60. Ecco, allora, la nascita di un Rolex in 7 punti:

Rolex

Volontà d’acciaio

Il primo ingrediente segreto della Rolex è da ricercare nell’acciaio inossidabile dei suo prodotti. Che, attenzione, non è affatto lo stesso delle altre maison. Mentre le altre aziende si affidano infatti a un tipo di materiale denominato comunemente 316L, la casa elvetica punta invece su un acciaio speciale, il 904L, che offre una maggiore resistenza agli impatti e alla ruggine, a costo, però, di una lavorazione molto più difficile. La Rolex ha iniziato ad affinare la lavorazione della particolare lega già negli anni ’80, portandosi così avanti rispetto alla concorrenza e passando poi nel 2003 all’utilizzo esclusivo del 904L. I benefici di questa intuizione? Basta chiedere a un qualsiasi cliente.

Perché tutto via liscio come l’olio

Uno stile unico al mondo non può prescindere da conoscenze uniche. Rolex vanta così non solo un reparto Ricerca e Sviluppo ma anche degli specifici laboratori che si occupano tanto dello sviluppo di nuovi accessori quanto del perfezionamento degli orologi già progettati, eliminando ogni singolo difetto riscontrato. Un centro analisi apposito si occupa inoltre del selezionamento di oli e lubrificanti da utilizzare durante il processo di costruzione degli orologi, così da controllare che ogni singolo passaggio sia svolto al meglio delle possibilità.

L’uomo al centro

Se pensate che in un’epoca come questa sia ormai impossibile non dipendere da macchinari all’avanguardia, sappiate che vi sbagliate di grosso. I prodotti Rolex ricevono infatti tutte le attenzioni del caso dalle sapienti mani di esperti che ricorrono sì a procedure automatiche riservando però alla componente umana il processo di assemblaggio, dal movimento delle lancette al cinturino. I macchinari, insomma, sono soltanto un prezioso supporto e non il fulcro del processo.

Andare sul sicuro

La sicurezza è di casa negli stabilimenti Rolex, che adottano misure futuristiche e all’avanguardia degne di un film di James Bond (non a caso personaggio letterario legato ai famosi orologi). Badge personali, scanner, controllo delle impronte. E se volete spingervi fino alla cassaforte, ecco subentrare anche una verifica della retina. Nulla da invidiare, insomma, a Fort Knox.

Neanche una goccia

La cassa degli orologi Rolex è da sempre sinonimo di impermeabilità. I controlli, in questo caso, sono però talmente meticolosi da rasentare l’ossessione. Ogni volta che viene aggiunta una componente o un movimento, l’accessorio deve superare dei test in un serbatoio a pressione d’aria, sia prima che dopo la modifica. Gli orologi resistenti all’acqua vengono invece infilati in larghi che vengono poi inondati, così da verificare l’effettiva funzionalità anche a 300 metri sotto la superficie.

Brillare per l’attenzione

Un diamante è per sempre, recita un vecchio adagio. E così un apposito reparto Gemmologia si occupa di acquistare, controllare e mettere al servizio dei proprio clienti le migliori pietre preziose sul mercato. Da quando il laboratorio è in funzione, stando a quanto dichiarato dalla stessa Rolex, soltanto due volte è incappato nella presenza di materiali falsi. Una percentuale irrisoria, a conferma della gran cura con cui rubini, smeraldi e diamanti vengono selezioni prima di essere inseriti all’interno degli orologi.

Saper aspettare

Dopo aver ricevuto tante informazioni viene spontanea una domanda: quanto ci vuole per creare un singolo orologio Rolex? La risposta è un anno. Sì, avete capito bene. Nonostante i milioni di segnatempo prodotti all’anno, l’azienda non ha mai voluto accelerare i tempi, convinta che qualità e precisione siano ben più importanti della rapidità. Il motto, d’altronde, è “evoluzione”, non “rivoluzione”. L’attesa sa essere sempre ripagata.