PARMIGIANI FLEURIER MECHANICAL WONDERS: TRE SECOLI DI ARTE MECCANICA IN MOSTRA A TOKYO

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Parmigiani Fleurier celebra il trentesimo anniversario con una mostra dedicata alla Collezione Maurice Sandoz e alla cultura del restauro.

Quando l’orologeria supera la misura del tempo

Un orologio può indicare le ore, ma la meccanica sa fare molto di più. Può animare figure, riprodurre gesti e trasformare una successione di ruote, leve e molle in una piccola rappresentazione teatrale. È questo territorio, a metà strada tra orologeria, arte decorativa e invenzione, che Parmigiani Fleurier esplora con Mechanical Wonders.

La mostra in corso a Tokyo accompagna il trentesimo anniversario della maison, fondata da Michel Parmigiani nel 1996. Per la prima volta in Giappone viene presentata una selezione di oggetti della Collezione Maurice Sandoz, conservata dalla Fondazione Édouard e Maurice Sandoz e raramente accessibile al pubblico.

Il percorso attraversa tre secoli di arti meccaniche, con una particolare attenzione alle creazioni dei primi anni dell’Ottocento. Orologi da tasca, automi e costruzioni complesse raccontano un periodo nel quale la misurazione del tempo costituiva soltanto una delle possibili applicazioni della meccanica.

(Photo courtesy of FEMS, Pully)

La Collezione Maurice Sandoz arriva in Giappone

Gli oggetti scelti per Mechanical Wonders appartengono a una stagione particolarmente fertile della produzione europea. Orologiai, artigiani e inventori lavoravano spesso sul confine tra precisione tecnica e meraviglia, realizzando meccanismi capaci di sorprendere non soltanto per ciò che misuravano, ma soprattutto per ciò che riuscivano a mettere in movimento.

In queste opere la costruzione meccanica non è separata dalla decorazione. Materiali, proporzioni e finiture partecipano al funzionamento dell’oggetto, mentre gli automi traducono l’energia accumulata in sequenze di gesti. Il risultato è una forma di ingegneria in miniatura che richiede competenze diverse e un controllo particolarmente preciso degli spazi.

La Collezione Maurice Sandoz riunisce esempi rappresentativi di questa cultura. La loro presenza a Tokyo permette di osservare da vicino manufatti solitamente custoditi all’interno della collezione della fondazione, mettendo in evidenza tanto la fantasia dei loro ideatori quanto le conoscenze necessarie per conservarli.

(Photo courtesy of FEMS, Pully)

Michel Parmigiani e la cultura del restauro

Il legame tra Parmigiani Fleurier e questi oggetti precede la nascita stessa del marchio. Prima di fondare la maison, Michel Parmigiani si era infatti specializzato nel restauro di orologi storici, pendole e oggetti meccanici complessi.

Restaurare un manufatto di questo genere non significa semplicemente riportarlo al funzionamento. Occorre prima ricostruire il pensiero di chi lo ha progettato, studiandone architettura, proporzioni, materiali e tecniche. Ogni intervento deve preservare l’identità originale dell’opera, evitando modifiche che potrebbero alterarne la logica costruttiva.

È un metodo basato innanzitutto sull’osservazione. Per Michel Parmigiani, il confronto con i meccanismi antichi è diventato uno strumento di formazione e una fonte di conoscenza applicabile anche alla progettazione contemporanea.

Mechanical Wonders rende esplicito questo passaggio. Gli oggetti restaurati della Collezione Maurice Sandoz sono messi in relazione con le creazioni attuali di Parmigiani Fleurier, mostrando come alcune soluzioni storiche possano ancora offrire indicazioni utili per sviluppare movimenti e complicazioni.

Trent’anni di Parmigiani Fleurier

La scelta di una mostra dedicata al restauro per celebrare i trent’anni di Parmigiani Fleurier chiarisce l’origine del marchio meglio di una semplice retrospettiva. La sua storia non comincia infatti con un prodotto, ma con lo studio di costruzioni realizzate da altri maestri e con la necessità di comprenderle prima di intervenire.

Il rapporto tra passato e presente non viene presentato come una ripetizione formale. Le opere storiche non sono modelli da copiare, ma testimonianze di un modo di affrontare la meccanica nel quale tecnica e immaginazione procedono insieme. La conoscenza acquisita durante il restauro diventa così una base per progettare nuove architetture senza perdere il legame con i principi tradizionali dell’orologeria.

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