HUBLOT CLASSIC FUSION TRIBUTO: L’ORO E IL CAUCCIÙ TORNANO ALLE ORIGINI

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Hublot torna al 1980 con il Classic Fusion Tributo, rileggendo insieme a Carlo Crocco il suo primo orologio in oro giallo e bianco con proporzioni contemporanee e movimento automatico di manifattura.

Tutto comincia da un contrasto

Oggi mettere un cinturino in caucciù su un orologio d’oro non sorprende più nessuno. Nel 1980, invece, l’idea aveva qualcosa di quasi provocatorio. Carlo Crocco presentò alla Fiera di Basilea un orologio che accostava due materiali fino ad allora appartenenti a mondi molto distanti: l’oro, legato ai codici più tradizionali dell’orologeria di lusso, e il caucciù nero, materiale tecnico e sportivo.

Il marchio si chiamava MDM Genève e quell’orologio, battezzato Hublot per la forma della lunetta che ricordava un oblò, avrebbe finito per dare il proprio nome all’intera azienda. Quarantasei anni dopo, il Hublot Classic Fusion Tributo riparte esattamente da lì.

Non si tratta, però, della replica fedele di un modello d’archivio. Hublot ne conserva l’impostazione estetica, le proporzioni compatte e soprattutto il contrasto tra metallo prezioso e caucciù, aggiornando costruzione e meccanica. Il risultato arriva in due versioni, in oro giallo e oro bianco, entrambe con cassa da 38 mm e cinturino nero.

Dal primo Hublot al Classic Fusion Tributo

Per capire il Classic Fusion Tributo bisogna tornare al progetto originale di Crocco. L’orologio del 1980 aveva una cassa da 36 mm, una lunetta scandita da dodici viti e un quadrante essenziale, praticamente privo di indici. La data compariva a ore 3, mentre il cinturino in caucciù diventava parte integrante del design anziché un semplice elemento funzionale.

Una combinazione che sarebbe diventata il punto di partenza di quella che Hublot avrebbe successivamente definito “Art of Fusion”: l’accostamento di materiali, linguaggi e tecniche differenti. Il concetto sarebbe stato sviluppato ulteriormente negli anni successivi e, dal 2005, avrebbe trovato nel Big Bang la sua interpretazione più riconoscibile. Il Classic Fusion, al contrario, ne rappresenta il versante più misurato.

Il nuovo Tributo riporta l’attenzione proprio su questa origine. La cassa cresce dai 36 mm del modello storico a 38 mm, mantenendo uno spessore contenuto di 9,5 mm. Restano le dodici viti sulla lunetta, leggermente bombate e percepibili al tatto, che sul quadrante senza indici assumono anche la funzione di riferimenti per la lettura dell’ora. La data conserva la posizione a ore 3.

Anche alcuni dettagli apparentemente secondari rispondono alla volontà di mantenere il legame con il progetto iniziale. Il cinturino è in caucciù nero, le anse rimangono visibili e Hublot ha rinunciato al sistema intercambiabile One Click adottato su molti dei suoi modelli contemporanei.
La corona avvitata contribuisce invece a portare l’impermeabilità della cassa a 100 metri.

Il cambiamento più importante è nel movimento

Se all’esterno il riferimento al 1980 è immediato, è all’interno che il Classic Fusion Tributo prende maggiormente le distanze dall’originale. Il primo Hublot era infatti animato da un movimento al quarzo. Il nuovo modello utilizza invece il calibro automatico di manifattura HUB1711.

Il movimento è composto da 185 elementi, lavora a una frequenza di 4 Hz, pari a 28.800 alternanze l’ora, e offre una riserva di carica di circa 60 ore. Attraverso il fondello in vetro zaffiro è visibile anche la massa oscillante scheletrata, disegnata riprendendo la “H” del marchio.

È qui che il concetto di tributo assume una forma meno letterale. Il design guarda indietro, mentre la costruzione racconta ciò che Hublot è diventata nel frattempo.

Oro giallo: il legame più diretto con il 1980

Tra le due interpretazioni, il Classic Fusion Tributo Yellow Gold è quella che stabilisce il rapporto più immediato con l’orologio di Carlo Crocco. La cassa in oro giallo 18 carati alterna superfici lucide e satinate, così come la lunetta, mentre le dodici viti sono realizzate in titanio lucido.

Il quadrante nero opaco recupera il contrasto cromatico che caratterizzava il modello originale. Le lancette dorate emergono sul fondo scuro e la grafica rimane volutamente ridotta. A ore 6 compare inoltre la sigla MDM, applicata tramite tampografia in oro, riferimento diretto alla denominazione MDM Genève utilizzata all’inizio della storia del marchio.

La stessa sigla stabilisce anche un collegamento con la Fondazione Main Dans la Main, creata da Carlo Crocco nel 1998 e impegnata in progetti umanitari ed educativi a sostegno di bambini e comunità vulnerabili. In occasione del lancio del Classic Fusion Tributo, Hublot ha annunciato una donazione di 100.000 franchi svizzeri (circa 108.000 euro) alla fondazione.

Sul lato movimento, la versione in oro giallo utilizza una massa oscillante in oro giallo 22 carati, mantenendo anche sul fondello il richiamo al materiale protagonista della cassa.

Oro bianco e onice per la seconda interpretazione

Il Classic Fusion Tributo White Gold conserva la stessa architettura, ma cambia sensibilmente nell’effetto visivo. La cassa da 38 mm è realizzata in oro bianco 18 carati, con lunetta lucida e satinata. Le viti in titanio sono invece placcate nere, accentuando il contrasto con il metallo chiaro.

La differenza più evidente è però sul quadrante. Al nero opaco della versione in oro giallo si sostituisce l’onice nero, dalla superficie lucida e più profonda. Anche la massa oscillante cambia materiale: in questo caso è realizzata in tungsteno nero.

Un progetto che riporta Carlo Crocco al centro della storia Hublot

Il Classic Fusion Tributo arriva in un momento in cui Hublot sceglie di riportare in primo piano non soltanto un design, ma anche la figura del suo fondatore.

«Quando ho fondato MDM Genève, è stata un’impresa fortemente personale, concreta, sentita e guidata da un’unica idea: l’oro e il caucciù», ha raccontato Carlo Crocco. Un principio molto semplice che, osservato a distanza di oltre quattro decenni, permette anche di leggere la continuità tra il primo Hublot e le collezioni che sarebbero arrivate successivamente.

Entrambe le versioni del Hublot Classic Fusion Tributo hanno un prezzo di 30.200 euro.

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