Parmigiani Fleurier celebra trent’anni di storia con il Toric Petite Seconde Morning Blue. Guido Terreni racconta l’evoluzione della maison tra tradizione e contemporaneità.
Trent’anni di Parmigiani Fleurier: il futuro comincia dal passato
Un quadrante azzurro che ricorda la luce delle prime ore del mattino, una cassa in platino e un movimento in oro rosa. Il Parmigiani Fleurier Toric Petite Seconde Platinum Morning Blue è un orologio apparentemente semplice, almeno finché non ci si avvicina abbastanza da osservare come è stato realizzato. Dietro le tre indicazioni di ore, minuti e piccoli secondi si nascondono lavorazioni artigianali recuperate dal passato e soluzioni meccaniche che raccontano molto della filosofia della manifattura svizzera.
Un modello, lanciato, non a caso, proprio in occasione del trentesimo anniversario di Parmigiani. Era il 1996 quando Michel Parmigiani, dopo aver dedicato gran parte della propria carriera al restauro, dava vita alla maison. Nello stesso anno nasceva il Toric, la prima collezione del marchio, destinata a diventare una delle espressioni più riconoscibili della sua identità.
Oggi quella storia prosegue sotto la guida di Guido Terreni, CEO di Parmigiani Fleurier, protagonista di un percorso di riposizionamento che negli ultimi cinque anni ha ridefinito il linguaggio estetico del marchio, mantenendo al centro i principi del fondatore.
«Michel ha iniziato questa avventura con un obiettivo profondamente educativo, perché ha dedicato la sua vita a perpetuare l’arte della meccanica», racconta Terreni. «Ha sempre utilizzato il restauro come fonte di conoscenza e come strumento per andare avanti. Penso che questo sia il motore della marca».
Una convinzione che aiuta a comprendere anche il nuovo Toric Petite Seconde. Per Parmigiani Fleurier, il patrimonio storico non è semplicemente un repertorio di forme da riprodurre. È soprattutto una riserva di conoscenze tecniche e artigianali da reinterpretare.
«La marca ha avuto alti e bassi nei suoi trent’anni, come succede anche a una persona», prosegue Terreni. «Penso che a un certo punto avesse perso un po’ il contatto con l’evoluzione del gusto del collezionista. Il nostro lavoro di rilancio è stato quello di reinterpretare quel cliente e quella marca in una chiave più moderna, rispettando il più possibile i valori che Michel le aveva dato».
Dal restauro all’innovazione: l’eredità di Michel Parmigiani
La storia di Parmigiani Fleurier è piuttosto particolare nel panorama dell’orologeria contemporanea. Le sue radici non si trovano inizialmente nella produzione di nuovi orologi, ma nel restauro di esemplari storici, spesso caratterizzati da soluzioni meccaniche particolarmente complesse.
È attraverso questa attività che Michel Parmigiani ha sviluppato una conoscenza approfondita dei movimenti e delle tecniche tradizionali, trasformandola successivamente nella base progettuale della propria manifattura.
«La parte della storia che mi piace di più è quella iniziale, perché rappresenta l’impronta che Michel ha dato alla marca», spiega Terreni. «Ha scelto fin dall’inizio un cliente preciso. Non siamo un marchio di volume, ma una realtà indipendente che si rivolge al conoscitore, a chi è capace di discernere».
Una scelta che si riflette anche nel concetto di lusso privato, diventato centrale nella comunicazione e nella strategia della maison.
«Quello che noi chiamiamo lusso privato inizia dove termina il bisogno di riconoscimento sociale», afferma Terreni. «Forse è la forma più alta di status, perché significa non avere più la necessità di mostrarlo».
È una definizione che trova una corrispondenza concreta nel Toric Petite Seconde. Non ci sono complicazioni particolarmente appariscenti né elementi estetici pensati per attirare immediatamente l’attenzione. La complessità si concentra nella qualità delle lavorazioni, nella scelta dei materiali e nell’architettura del movimento.
Per Terreni, questa impostazione risponde anche all’evoluzione di una clientela che ha progressivamente modificato il proprio rapporto con gli oggetti di lusso.
«Normalmente chi porta i nostri orologi ha già fatto molte esperienze e ha superato quella fase in cui un acquisto serve a impressionare gli altri. Arriva un momento in cui una scelta più intima e personale gratifica molto di più».
Toric Petite Seconde Morning Blue: un quadrante che recupera una tecnica del XVII secolo
La caratteristica più immediatamente riconoscibile del nuovo Toric Petite Seconde è il quadrante Morning Blue, realizzato in oro bianco 18 carati e lavorato interamente a mano attraverso una tecnica chiamata grenage.
Si tratta di un procedimento le cui origini risalgono al XVII secolo, recuperato da Michel Parmigiani durante la propria attività di restauratore e successivamente trasmesso agli artigiani della manifattura.
La lavorazione prevede l’utilizzo di una miscela composta da crema tartara, sale marino macinato con un pestello di vetro, argento e acqua demineralizzata. Questa pasta viene applicata sulla superficie dorata del quadrante e distribuita attraverso una successione di movimenti manuali eseguiti con pennelli di diversa rigidità.
Il procedimento richiede una particolare sensibilità. L’artigiano deve riconoscere il momento in cui le minuscole particelle d’argento cominciano ad aderire alla superficie, modificando progressivamente la resistenza incontrata dal pennello. Poiché l’argento è fotosensibile, la lavorazione viene effettuata in condizioni di semi-oscurità.
Il risultato è una grana finissima che, osservata da lontano, appare quasi uniforme. Avvicinandosi emergono invece piccole variazioni di superficie, impossibili da riprodurre in modo perfettamente identico attraverso una lavorazione industriale.
Su questa base prende forma il Morning Blue, un azzurro ispirato alla luminosità del cielo nelle prime ore del giorno.
«Ci sono tecniche artigianali che utilizziamo per creare un’emozione diversa, come accade sui quadranti», osserva Terreni. «Provengono dal restauro di altri tempi, ma vengono utilizzate in funzione di un’estetica contemporanea. Non sono riprodotte letteralmente come si faceva nel passato».
Il quadrante presenta inoltre una costruzione à chevé: la superficie centrale degrada leggermente verso il bordo esterno, creando un raccordo con la minuteria e la cassa. Le lancette alfa, gli indici applicati in oro rodiato e il piccolo contatore dei secondi mantengono una disposizione essenziale. A ore 12 compare soltanto il monogramma PF.
Il platino e la nuova interpretazione dell’orologio elegante
Il quadrante Morning Blue è racchiuso in una cassa in platino 950 lucido da 40,6 mm di diametro e 8,8 mm di spessore.
Le proporzioni sono quelle di un orologio elegante contemporaneo, con un profilo relativamente sottile che facilita l’inserimento sotto il polsino di una camicia.
A caratterizzare la cassa è soprattutto la lunetta finemente zigrinata, elemento distintivo della collezione Toric fin dal 1996. La sua geometria deriva dall’interesse di Michel Parmigiani per le proporzioni dell’architettura classica e per i rapporti matematici presenti nelle forme naturali.
La lavorazione della lunetta crea un ritmo regolare attorno al quadrante, mentre le superfici lucide del platino introducono un contrasto con la texture opaca del Morning Blue.
Il vetro anteriore e quello del fondello sono in zaffiro antiriflesso. L’impermeabilità della cassa è di 30 metri.
A completare l’orologio è un cinturino in alligatore nubuck Akoya Grey, una tonalità di grigio chiaro che accompagna l’azzurro del quadrante senza creare contrasti marcati.
La sua realizzazione richiede circa venti operazioni manuali distribuite su due giorni di lavoro. Sei strati vengono modellati e assemblati a mano, mentre la cucitura riprende la tradizione sartoriale italiana del punto a mano, caratterizzato dall’alternanza tra un punto minuto e uno più lungo.
La chiusura è una fibbia ad ardiglione in platino 950. La scelta, anziché una déployante, permette di aprire completamente il cinturino e osservare il movimento attraverso il fondello senza elementi metallici che ne interrompano la vista.
Il calibro PF780: perché due bariletti per un orologio a tre lancette?
Uno degli aspetti tecnicamente più interessanti del Toric Petite Seconde Platinum Morning Blue si scopre sul retro.
Attraverso il fondello in zaffiro è possibile osservare il calibro di manifattura PF780, un movimento meccanico a carica manuale realizzato in oro rosa 18 carati.
La sua architettura è dominata da due ampi ponti e da due bariletti visibili. Una costruzione che, al di là dell’equilibrio estetico, deriva direttamente dalle conoscenze acquisite da Michel Parmigiani attraverso il restauro.
«Perché ci sono due bariletti in un orologio che indica soltanto ore, minuti e secondi? Non è perché non si possano ottenere sessanta ore di riserva di carica con un solo bariletto. È perché Michel, attraverso il restauro, ha capito che l’opposizione di due bariletti nel rilascio dell’energia è meno aggressiva sui denti delle ruote della trasmissione. Quindi il movimento dura di più».
Un esempio concreto di come l’esperienza nel restauro possa tradursi in una scelta progettuale contemporanea, senza che questa sia immediatamente riconoscibile dall’esterno.
Il PF780 è composto da 157 componenti e 27 rubini, misura appena 3,15 mm di spessore, lavora a una frequenza di 28.800 alternanze/ora, pari a 4 Hz, e offre una riserva di carica di 60 ore.
L’utilizzo dell’oro rosa per gli elementi strutturali rappresenta un’ulteriore particolarità. Si tratta infatti di un materiale che richiede particolare attenzione durante la lavorazione e la finitura.
I ponti sono decorati con Côtes de Fleurier, un motivo ottenuto dall’intersezione di onde e realizzato attraverso una macchina guilloché tradizionale azionata a camme. A completare la composizione intervengono elementi in acciaio smussati a mano.
La carica manuale lascia completamente visibile il movimento, senza la presenza di una massa oscillante.
Il Parmigiani Fleurier Toric Petite Seconde Platinum Morning Blue, referenza PFC940-2010008-300181, è proposto al prezzo di 63.800 euro.
Gli archivi di domani: la sfida di Parmigiani Fleurier
Per Guido Terreni, la sfida dei prossimi anni sarà continuare a innovare senza perdere quella profondità tecnica e culturale che ha caratterizzato Parmigiani Fleurier fin dalle origini. Un obiettivo che richiede creatività, ma soprattutto coerenza con l’identità della maison.
«Essere interessanti è il nostro mantra. Per esserlo bisogna continuare ad avere idee, una creatività che vada in una direzione chiara. Più aumenta la preparazione dell’appassionato che ti segue, più devi andare in profondità con il prodotto che realizzi».
Una visione che attribuisce alla tradizione un ruolo diverso dalla semplice conservazione del passato. Per Terreni, il patrimonio storico dell’orologeria deve continuare a essere una fonte di conoscenza da cui sviluppare nuove idee.
«Io dico sempre che ogni orologio che oggi si trova in un archivio, un tempo è stato una novità. Penso sia molto più interessante immaginare gli archivi di domani, costruendo novità capaci di resistere al tempo».
È una riflessione che assume un significato particolare nell’anno del trentesimo anniversario di Parmigiani Fleurier. Se il percorso compiuto finora racconta l’evoluzione della visione di Michel Parmigiani, quello futuro dipenderà dalla capacità di reinterpretarne i principi attraverso sensibilità e linguaggi differenti.

