COSC introduce Excellence Chronometer, una certificazione più severa che alza i criteri di precisione, resistenza magnetica e verifica della riserva di carica per gli orologi Swiss Made.
Un nuovo livello per la precisione svizzera
Nel 1973 nasceva il Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres (COSC). Ora, a cinquant’anni dalla norma ISO 3159, il Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres aggiunge un nuovo gradino alla gerarchia della certificazione: si chiama Excellence Chronometer e ridefinisce il concetto stesso di cronometro svizzero.
La missione resta invariata: garantire precisione attraverso un metodo neutrale e indipendente. Cambiano però le condizioni di utilizzo degli orologi meccanici. Campi magnetici più presenti nella vita quotidiana, autonomie più estese, materiali innovativi e un uso più intenso hanno spinto l’istituzione di La Chaux-de-Fonds ad aggiornare i propri parametri.
Il nuovo standard non sostituisce l’attuale certificazione “Certified Chronometer”, ma la affianca. Le marche potranno scegliere se salire di livello, accedendo a criteri più restrittivi e a test più vicini all’uso reale.

Precisione, magnetismo, autonomia: i tre pilastri
Con Excellence Chronometer la tolleranza giornaliera si restringe: da un intervallo di 10 secondi si passa a 6 secondi complessivi. Dopo i test dinamici, la marcia media deve rientrare tra –2 e +4 secondi al giorno.
A questo si aggiunge una resistenza ai campi magnetici fino a 200 Gauss, parametro che riflette la crescente esposizione degli orologi a dispositivi elettronici. Non si tratta solo di sopravvivere al magnetismo, ma di mantenere le prestazioni dichiarate.
Terzo elemento: la verifica della riserva di carica. L’autonomia indicata dal produttore viene controllata e confermata in laboratorio, introducendo un ulteriore livello di trasparenza tecnica.
La nuova certificazione si colloca così in una piramide ideale: Swiss Made come base, Certified Chronometer come riferimento consolidato, Excellence Chronometer come vertice prestazionale.

Un protocollo esteso e più vicino all’uso reale
Il metodo resta uno dei punti di forza del COSC. Per quindici giorni, i movimenti vengono testati secondo i sette criteri della norma ISO 3159. Una volta certificati, tornano in manifattura per l’incassatura.
A quel punto inizia la seconda fase. Gli orologi completi affrontano cinque giorni aggiuntivi di valutazione. Un robot simula l’uso al polso in condizioni semi-dinamiche per 24 ore, verificando la precisione in uno scenario più realistico rispetto ai test statici tradizionali.
Segue l’esposizione a un campo magnetico di 200 Gauss, durante la quale l’orologio deve mantenere le proprie performance. Infine, viene controllata la durata effettiva della riserva di carica.
Come da prassi, il 100% degli esemplari viene testato individualmente. Non sono previsti controlli a campione. È un elemento che ha contribuito, dal 1973 a oggi, alla certificazione di quasi 55 milioni di movimenti, di cui 2,4 milioni nel solo 2024.

Implementazione e calendario
La transizione è già iniziata. Dall’inizio dell’anno il COSC ha avviato l’integrazione di nuove tecnologie e il potenziamento delle proprie attrezzature per misurare tutti i criteri del futuro label.
A marzo sono previsti i primi test pilota nei laboratori dell’ente, con l’obiettivo di validare le procedure e accompagnare i brand nella fase di adattamento. Ad aprile, la presentazione ufficiale avverrà a Watches and Wonders, all’interno dell’area LAB dedicata all’innovazione.
Da ottobre partirà la piena implementazione. I marchi entreranno nel nuovo processo e i primi orologi certificati secondo gli standard Excellence Chronometer inizieranno ad arrivare sul mercato.
Andreas Wyss, CEO del COSC, ha sintetizzato l’obiettivo dell’operazione: “elevare la precisione, valorizzare l’eccellenza e promuovere il savoir-faire svizzero nel mondo. Per vivere nel proprio tempo bisogna evolvere, e per evolvere bisogna innovare.”



