Audemars Piguet Neo Frame Ore Saltanti reinterpreta una delle complicazioni storiche della manifattura attraverso un linguaggio formale anni Trenta e un nuovo calibro automatico sviluppato internamente.
Un’estetica che guarda agli anni Trenta
C’è stato un momento, tra le due guerre, in cui l’orologio da polso ha iniziato a sperimentare non solo sul piano tecnico, ma soprattutto sul fronte del design. Forme architettoniche, linee aerodinamiche, volumi pensati per dialogare con l’idea di modernità. È in quel contesto che nascono gli orologi a ore saltanti di Audemars Piguet, fonte di ispirazione del nuovo Neo Frame Ore Saltanti, omaggio diretto della maison al pre-modello 1271, commercializzato tra il 1929 e il 1930 e prodotto in soli 14 esemplari,
Il riferimento allo stile Streamline Moderne – noto anche come Paquebot – è evidente ma non didascalico. La cassa rettangolare in oro rosa 18 carati misura 34,6 x 34 mm, con uno spessore contenuto di 8,8 mm, ed è caratterizzata da otto filettature verticali per lato. Un motivo che non è solo decorativo: le scanalature proseguono su fondello, corona e persino sulla massa oscillante, creando una continuità visiva rara in un progetto di questo tipo.

Cassa, quadrante e costruzione
La costruzione della cassa è uno degli elementi più interessanti del Neo Frame Ore Saltanti. Il vetro zaffiro, trattato con PVD nero, non è inserito in una lunetta tradizionale. A ore 12 e a ore 6 resta volutamente “scoperto”, soluzione che ha richiesto lo sviluppo di una tecnica dedicata per garantire l’impermeabilità della cassa fino a 20 metri.
Il quadrante è in realtà un vetro zaffiro strutturale: la platina è fissata direttamente al vetro e poi avvitata alla cassa. Le due finestrelle, con cornici dorate micropallinate, mostrano le ore saltanti e i minuti progressivi, entrambi stampati in bianco su fondo nero. La firma Audemars Piguet compare a ore 6, in tinta oro rosa, mantenendo l’equilibrio estetico complessivo.
L’orologio è completato da un cinturino in pelle di vitello nera con motivo testurizzato, disegnato appositamente per integrarsi con la cassa. La fibbia ad ardiglione è in oro rosa 18 carati.

Il calibro 7122 e le ore saltanti
Al centro del progetto c’è il Calibro 7122, primo movimento automatico con ore saltanti sviluppato da Audemars Piguet. Basato sull’architettura del calibro 7121 – noto per equipaggiare i Royal Oak “Jumbo” – questo movimento è stato completamente rielaborato per integrare la visualizzazione digitale dell’ora.
Il sistema combina ore saltanti istantanee e minuti progressivi, garantendo una lettura precisa e stabile. La riserva di carica è di 52 ore, mentre la frequenza del bilanciere è di 4 Hz, pari a 28.800 alternanze/ora. Il movimento è composto da 293 elementi e utilizza 43 rubini.
Un aspetto tecnico rilevante è il sistema brevettato di assorbimento degli urti, progettato per evitare salti indesiderati dell’indicazione delle ore in caso di impatto. Per migliorare ulteriormente la resistenza, il disco delle ore è realizzato in titanio, mentre quello dei minuti è in alluminio. Dal fondello in vetro zaffiro è possibile osservare le finiture, tra cui Côtes de Genève e superfici satinate, oltre alla massa oscillante dedicata in oro rosa con scanalature riprese dal design della cassa.

Dettagli e prezzo
Le ore saltanti non sono una novità per Audemars Piguet. Tra il 1924 e il 1951 la manifattura ha prodotto 347 orologi da polso con questa complicazione, molti dei quali con doppia finestrella. Quel periodo storico vedeva le ore saltanti come una soluzione pratica, oltre che moderna: l’assenza di lancette riduceva il rischio di danneggiamento del vetro e migliorava la leggibilità.
Il Neo Frame Ore Saltanti , in vendita a 65.400 euro, riprende quel principio, traducendolo in una costruzione contemporanea che fa del vetro zaffiro il vero protagonista.



