HUBLOT: QUANDO L’OROLOGIO DIVENTA LINGUAGGIO CULTURALE

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Hublot e le collaborazioni: non un semplice co-branding, ma un modo di progettare orologi che parlano con sport, design e moda.

Collaborare come scelta industriale (e culturale)

Le collaborazioni nell’orologeria non sono più un incidente felice né un’eccezione “da anniversario”: sono diventate un acceleratore di attenzione, un modo per entrare in conversazioni dove, tradizionalmente, un segnatempo meccanico sarebbe rimasto ai margini. Ma non tutte le partnership funzionano allo stesso modo. Quando l’operazione è solo estetica, il risultato è un logo appoggiato sul quadrante e poco altro. Quando invece la collaborazione diventa metodo, influenza materiali, architettura, ergonomia, perfino la narrazione tecnica del movimento.

Hublot è tra i brand che più chiaramente hanno costruito un’identità su questa seconda strada. Il concetto di “Art of Fusion”, nato storicamente dall’idea di mettere insieme mondi e materiali non ovvi, oggi si traduce in un portafoglio di partnership che attraversa sport, design e cultura contemporanea, e che viene raccontato come parte integrante della marca, non come una parentesi. Anche il modo in cui Hublot presenta i propri capitoli — dalle collaborazioni con grandi eventi sportivi fino ai dialoghi con designer — insiste su un punto: la fusione non è un tema grafico, è una grammatica creativa.

Questo approccio spiega perché, nel tempo, Hublot abbia potuto sostenere alleanze lunghe e “strutturali” più che limitarsi a capsule estemporanee. E spiega anche, per esempio, perché un designer come Samuel Ross sia entrato nell’orbita Hublot passando dal Design Prize (2019) a un linguaggio di prodotto sempre più riconoscibile.

Il punto, oggi, è che questo tipo di strategia non serve solo a “fare rumore”: serve a ribadire una posizione. E le prime novità 2026 del brand, presentate alla LVMH Watch Week di Milano, sono costruite esattamente per dimostrarlo: tre collaborazioni, tre mondi diversi, una coerenza sorprendentemente tecnica.

Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition

Il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition nasce come trilogia. Le tre versioni — blu, arancione e verde — richiamano le superfici del tennis e la numerazione segue le vittorie di Djokovic: 72 esemplari blu per i successi sul cemento, 21 arancioni per la terra battuta e 8 verdi per l’erba. Il totale iniziale è 101 orologi e l’idea dichiarata è di aggiungere un pezzo a ogni futura vittoria, con colore coerente con il torneo vinto.

La cassa da 44 mm è uno dei punti chiave: è realizzata in un composito sviluppato a partire da polo Lacoste e racchette Head come quelle utilizzate dal tennista: materiali che diventano letteralmente parte della costruzione. Alla componente “marmorizzata” del composito si affianca la carrure in Titaplast, corona, anello del quadrante e pulsanti del sistema One-Click sono in alluminio anodizzato in tinta.
Al posto del tradizionale vetro zaffiro, Hublot utilizza Gorilla Glass, materiale di derivazione tech, scelto per la sua leggerezza e per la maggiore capacità di assorbire gli urti, in linea con l’impostazione sportiva e sperimentale del progetto. Anche la lunetta è in composito, fissata da sei viti in titanio sagomate come palline da tennis, con tanto di utensile dedicato per il serraggio.

All’interno, il tourbillon automatico di manifattura HUB6035 con circa 72 ore di riserva di carica, frequenza 3 Hz e 293 componenti. L’architettura della platina è concepita come un reticolo tridimensionale che richiama le corde di una racchetta: non un insieme di elementi assemblati, ma un unico pezzo inciso al laser, rifinito in PVD nero e firmato dal logo personale “ND1”. A ore 12 è integrato un microrotore in oro rosso 22 carati rodiato.

Il peso è di soli 56 grammi, l’orologio è impermeabile fino a 30 metri e arriva con due soluzioni di cinturino — pelle di vitello bianca con motivo che richiama il grip della racchetta e un secondo cinturino in caucciù bianco con deployante.

Il prezzo per ciascuna versione è di 119.000 euro.

Big Bang Unico SR_A by Samuel Ross

Se con Djokovic Hublot lavora sulla materia e sul racconto sportivo, il Big Bang Unico SR_A è la prova di come una collaborazione possa entrare nel cuore “meccanico” della marca: segna infatti il debutto del calibro Unico all’interno della linea firmata Samuel Ross. Rispetto ai precedenti tourbillon scultorei della serie, questo orologio risulta più quotidiano, ma l’identità SR_A risulta comunque estremamente leggibile, soprattutto nel motivo a nido d’ape.

La cassa è da 42 mm in ceramica nera lucida e satinata, con costruzione modulare Big Bang e sistema One-Click per il cambio rapido del cinturino; lo spessore arriva a 14,50 mm. Il quadrante scheletrato nero opaco dà risalto al meccanismo.

Il movimento è l’HUB1280: cronografo flyback automatico con ruota a colonne, scappamento in silicio e circa 72 ore di riserva di carica; 354 componenti, 43 rubini, frequenza 4 Hz. La massa oscillante è in tungsteno placcato nero satinato circolare.

La firma di Ross è riconoscibile anche nell’ergonomia e nella struttura. Il cinturino in caucciù a nido d’ape è stato appositamente sviluppato, con una geometria pensata per alleggerire e far respirare l’insieme; Ross lo sintetizza così: “Il nido d’ape ci ha permesso di togliere elementi per aumentarne la leggerezza”.

Il modello è un’edizione limitata di 200 esemplari, impermeabile fino a 100 metri, con chiusura deployante in ceramica nera e titanio placcato nero.
Il prezzo è 30.600 euro.

Classic Fusion Yohji Yamamoto All Black Camo

Presentato solo qualche giorno prima della LVMH Watch Week, il Classic Fusion Yohji Yamamoto All Black Camo è la prima collaborazione su un Classic Fusion.
Il quadrante è l’elemento chiave. Il motivo camouflage non è mimetico in senso militare, ma costruito attraverso un gioco di texture nere su nero, che emergono solo con il movimento del polso e con la luce. Il risultato è volutamente ambiguo: da lontano l’orologio appare compatto, quasi monolitico; da vicino rivela una complessità grafica che rompe la superficie senza mai dichiararsi apertamente. È un approccio coerente con l’estetica di Yamamoto, dove il dettaglio non chiede attenzione ma la ricompensa.

La cassa da 42 mm in ceramica nera micropallinata segue la stessa logica. Le superfici assorbono la luce più che rifletterla, mentre la lunetta in ceramica è fissata da sei viti a forma di H in titanio placcato nero. Il fondello in vetro zaffiro fumé lascia intravedere il movimento senza renderlo protagonista, mantenendo la continuità del progetto All Black. L’impermeabilità è garantita fino a 50 metri.

All’interno, il calibro automatico HUB1110, con 48 ore di riserva di carica e una frequenza di 4 Hz.
Il cinturino in tessuto nero accoppiato al caucciù, con chiusura deployante in acciaio placcato nero, rafforza l’idea di un oggetto pensato come un tutt’uno, senza elementi dissonanti.

Prodotto in edizione limitata a 300 pezzi, il Classic Fusion Yohji Yamamoto All Black Camo è proposto a 12.400 euro.

 

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