La maison presenta il suo nuovo corso a Baselworld 2018 mostrando, nella collezione Defy, anche una versione per gli amanti delle complessità.

Non si può certo dire che gli ultimi anni in casa Zenith siano stati semplici, con la maison alla ricerca di una nuova identità dopo un periodo sottotono che l’aveva vista spegnersi un po’. Da marchio con troppi modelli in collezione, l’azienda aveva così cercato di razionalizzare la sua offerta senza però riuscire subito a fare di nuovo breccia nel cuore degli appassionati. La svolta è avvenuta con l’insediamento del nuovo CEO Julien Tornare, avvenuta nella primavera del 2017: una mossa che ha segnato un deciso cambio di rotta per un nome che ha avuto da sempre un ruolo di spicco nel mondo dell’orologeria.

Le prime righe di questo nuovo capitolo sono state scritte a settembre con la presentazione del Defy Lab, orologio equipaggiato da un nuovo calibro, che riscrive le regole della costruzione di un movimento: antimagnetico con oscillatore formato da un unico pezzo, monolitico, in silicio monocristallino. Un  meccanismo che non richiede lubrificazione e batte alla frequenza di 15 Hz, certificato cronometro dall’Osservatorio di Besançon.

La conferma della nuova determinazione del brand arriva a Baselworld 2018, dove la maison dimostra di puntare molto sulla collezione Defy, all’interno della quale presenta novità con vari gradi di complessità.

E’ questa, infatti, la linea scelta per fare il suo ufficiale ritorno nel mondo delle grandi complicazioni. Il modello è il Defy Zero G con modulo giroscopio Gravity Control, brevettato dalla maison per annullare gli effetti della gravità sulla precisione di marcia degli orologi. Un sistema sferico composto da 139 componenti e ridotto nelle dimensioni per inserirsi tra i due vetri zaffiri della cassa in titanio o oro rosa di 44 mm. Il dispositivo appare a ore 6, mentre al centro del Defy Zero G batte il movimento El Primero 8812S a carica manuale. Erede del leggendario El Primero del 1969, è dotato di ore e minuti decentrati, piccoli secondi e funzioni di controllo della gravità, oltre all’indicazione della riserva di carica di oltre 50 ore.

All’altro estremo della collezione c’è invece Defy Classic, orologio a tre lancette con datario che si presenta con una cassa in leggero titanio spazzolato dal diametro di 41 mm e un movimento scheletrato visibile dal fondello in vetro zaffiro (in collezione anche versioni con quadrante scheletrato). Il calibro al suo interno, con ore minuti, secondi centrali e data, ha ruota di scappamento e ancora in silicio, oscilla a 4 Hz e vanta un’autonomia di 48 ore. Un segnatempo moderno, ma che cita il passato grazie al blu scelto per il quadrante: omaggio, anche in questo caso, al suo predecessore, il fortunato El Primero del 1969.