CARTIER ROADSTER: IL RITORNO DI UNA FORMA AERODINAMICA

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Cartier Roadster segna il ritorno di un modello del 2002, aggiornato nelle proporzioni, nei dettagli costruttivi e nelle soluzioni tecniche, mantenendo il linguaggio estetico originale.

Un progetto nato fuori dagli schemi Cartier

All’inizio degli anni Duemila, Cartier introduceva una proposta diversa rispetto alle sue linee più classiche. Il Roadster nasce nel 2002 con un’impostazione progettuale autonoma, costruita attorno a una forma ogivale e a riferimenti dichiarati al mondo meccanico e automobilistico. Non un esercizio di stile, ma un linguaggio preciso: quadrante ispirato ai tachimetri, lente d’ingrandimento sulla data trattata come un elemento funzionale, viti e rivetti integrati nel disegno.

Questa impostazione lo ha reso nel tempo un modello riconoscibile tra gli appassionati, anche per la sua distanza dai codici più tradizionali del marchio. Oggi il ritorno del Cartier Roadster si colloca in un contesto diverso, dove la rilettura dei modelli degli anni Duemila diventa un terreno di lavoro per diversi brand. In questo caso, l’intervento non modifica l’impianto originario, ma lavora sulle proporzioni e sulla precisione esecutiva.

Proporzioni riviste e design integrato

Il nuovo Cartier Roadster interviene in modo mirato sulla costruzione della cassa. La forma resta quella ogivale, ma le linee vengono rese più affusolate e la percezione complessiva risulta più fluida. Un lavoro che riguarda anche l’ergonomia, con un’integrazione più naturale tra cassa, lunetta e corona.

La corona stessa diventa un elemento centrale del progetto, perfettamente integrata nel profilo e accompagnata dal cabochon metallico. Il dialogo tra vetro e metallo viene accentuato per rendere più leggibile la continuità delle superfici, mentre sulla lunetta compaiono quattro rivetti che rafforzano il carattere tecnico del modello.

Il quadrante mantiene i codici Cartier: numeri romani, minuteria chemin de fer e decorazione circolare. Le modifiche riguardano la lavorazione, con un effetto a rilievo ottenuto tramite stampaggio e una finitura verniciata per indici e minuteria. Nelle versioni in acciaio, le lancette a forma di gladio sono trattate con Super-LumiNova, in tonalità blu o antracite, per migliorare la leggibilità.

Movimento e architettura tecnica

Sul piano meccanico, Cartier utilizza due calibri automatici di manifattura, differenziati per dimensione del modello. Le versioni grandi adottano il calibro 1847 MC, mentre quelle medie sono equipaggiate con il calibro 1899 MC.

La cassa del modello grande misura 47 x 38 mm con uno spessore di 10,06 mm, mentre la versione media si attesta su 42,5 x 34,9 mm con uno spessore di 9,7 mm. In entrambi i casi, l’impermeabilità della cassa è indicata fino a 100 metri, un valore che posiziona il Roadster in una fascia di utilizzo trasversale.

Le varianti materiali includono acciaio, oro giallo e combinazioni bicolore. L’oro utilizzato è 750/1000, coerente con gli standard della produzione Cartier.

Bracciale e sistema di intercambiabilità

Una parte significativa del lavoro riguarda il bracciale. La costruzione è stata ripensata per ottenere una linea più affusolata, con maglie più corte che migliorano l’ergonomia al polso. La finitura alterna superfici lucide e satinate, mantenendo coerenza con il linguaggio della cassa.

Il sistema QuickSwitch consente di sostituire rapidamente il cinturino senza strumenti, introducendo una flessibilità d’uso che amplia le possibilità del modello. Ogni versione viene proposta con un secondo cinturino, in alligatore o caucciù a seconda della configurazione, con fibbia déployante coordinata al materiale della cassa.

 

 

 

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