Le lancette della maison svizzera protagoniste in Endagme, film che segna la fine della saga cinematografica Marvel.

Come si ferma un tiranno galattico, Thanos, così potente da aver eliminato metà della popolazione dell’universo con il solo schiocco delle dita? Una missione praticamente impossibile per la quale gli unici candidati sono, ovviamente, gli Avengers, la squadra di supereroi targati Marvel capitanata dagli infaticabili Iron Man e Capitan America. Armati, oltre che di poteri e corazze impenetrabili, di due orologi pensati per un’avventura così magnifica e pericolosa:  l‘UR-105 CT Iron e l‘UR-111C Black Cobra, entrambi frutto della creatività di  Urwerk.A sfoggiare i modelli è Robert Downey Jr., il Tony Stark del grande schermo, che si è legato alla maison svizzera sin dai tempi di Spiderman: Homecoming (2017). Alla premiere del film a Los Angeles, eccolo allora indossare lo speciale UR-111C Black Cobra, realizzato in un’edizione limitata a sole 25 copie. Un segnatempo che punta al cuore degli amanti delle complicazioni offrendo la funzione di lettura del tempo lineare accompagnata dalle ore saltanti digitali. Nel reinventare anche la tradizionale corona a carica, la maison si è ispirata al look dei Vendicatori, pronti ad affrontare la più difficile delle battaglie.Stile futuristico anche per l‘UR-105 CT Iron: facendo scorrere il meccanismo di chiusura sulla cassa si accede al cuore dell’orologio, che riceve informazioni da quattro diversi satelliti. Oltre all’indicazione dell’ora, il display mostra la riserva di carica e i secondi digitali. Quest’ultima funzione è stata realizzata grazie a un processo di fotolitografia. Il movimento a carica automatica è regolato da due turbine gemelli posizionate sul retro ed è regolabile per mezzo di una leva. Un altro prezioso strumento per sfidare Thanos e il suo esercito.Epico ed emozionante, Avengers: Endgame è d’altronde anche pieno di bizzarre curiosità. Come la scelta di non rivelare il finale agli attori, per evitare pericolosi spoiler: al cast sono stati consegnati falsi copioni con le ultime scene completamente inventate. Un film dalla genesi un po’ travagliata, considerando che il regista e la troupe hanno dovuto fare i conti durante le riprese con l’uragano Irma, che ha costretto tutti a un imprevisto stop. Per fortuna, tutto è poi filato liscio. Per chi non lo sapesse, infine, c’è un po’ d’Italia anche in questo cinecomic. I fratelli Russo, impegnati dietro la macchina da presa, hanno infatti confessato di essersi ispirati alle pellicole di Michelangelo Antonioni nella scelta dei colori e in alcune sequenze.